mercoledì 27 giugno 2012

Concorso Fotografico 2012 - Foto Vincitrice




Si è conclusa la seconda edizione del Concorso Fotografico di Dedalo, con tema "In Primo Piano".
Con grande gioia vi annunciamo che la foto vincitrice è la numero 19.
L'autore dello scatto è Marco Scotuzzi, nostro associato di lunga data.

Un occhio di riguardo va alla foto numero 1 (scatto di Marta Shafik), seconda classificata, e alla numero 29 (scatto di Fabio De Marco) terza classificata.

Complimenti a tutti i partecipanti!
Vi aspettiamo l'anno prossimo con un nuovo tema per il concorso.

Buona estate a tutti
Dedalo

giovedì 10 maggio 2012

Concorso Fotografico 2^ Edizione - IN PRIMO PIANO


Ecco le fotografie del 2° Concorso Fotografico di Dedalo Teatro. 
Sono 30 scatti sul tema "IN PRIMO PIANO"

Da questo momento sono aperte le votazioni, e tutti gli associati sono chiamati ad esprimere la loro preferenza. Le foto sono numerate, e per votare è sufficiente mandare una mail all’indirizzo info@dedalo.org indicando i numeri delle 2 immagini che ritenete più belle e originali. 


Le foto sono appese nell'ufficio di Dedalo, potete anche decidere di comunicarci di persona le vostre preferenze.

Buona visione!

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Vi ricordiamo che ogni associato ha diritto a votare 2 fotografie.
Le votazioni saranno aperte fino a domenica 17 giugno 2012.
Aspettiamo il vincitore!!



mercoledì 14 marzo 2012

SEMINARI DI APRILE

SEMINARI DI APRILE 2012

Seminario di canto 01 Aprile 2012 ore 14.30 – 19.30

Trasforma la tua passione e scopri la tua voce come strumento. La voce è il tuo strumento che porti ovunque. Individua le tue capacità vocali attraverso lo studio della tecnica e della interpretazione. Approfondisci il tuo bagaglio attorale espressivo anche con il canto. Questo laboratorio propone un lavoro sulla voce e sul corpo perché il canto non è solo voce

Come prepararsi per un casting 15 Aprile 2012 ore 14.30 – 19.30

Come faccio a capire le richieste che mi vengono fatte. Quale parte di me deve emergere durante un casting. Come essere pronto per qualsiasi tipo di domanda. Come devo presentarmi ad un casting. Come rendere la mia presentazione unica.

Seminario di scrittura creativa 22 Aprile 2012 ore 14.30 – 19.30

Il gioco delle biglie di vetro.

Le biglie di vetro non sono solo oggettini in gara fra loro, su piste allargate sulla sabbia con le mani, o che saltano con chiasso una volta franate sul pavimento. Contengono spicchi di colore, ci guardiamo dentro e vediamo cose che voi umani…Che rotolino, cadano o si tengano tra le dita, la luce vi passa in mezzo e si moltiplica attorno. Come le parole. La memoria. I suoni e i segni che ce le rendono accessibili. Le ciance stupide, l’analisi razionale, il sogno flebile, le storie complicate. Ferme come vecchi bauli. Mobili come occhi di soriano giovane. E noi lì, guerrieri ingozzati di crodino, assonnate vestali dell’alba, a scrivere e cercare – scrivendo - di capirci qualcosa.


Seminario di danza 29 Aprile 2012 ore 14.30 – 19.30

Come cambia lo spazio intorno a noi e dentro il quale siamo immersi? Come il nostro movimento ci cambia attraverso la relazione che crea e si crea con lo spazio? Un piccolo e denso percorso per scoprire una cosa di noi, anche più di una, del nostro corpo attraverso musica e movimento. La danza, crea e ci crea, così come la scena; dal centro all’estremità per il centro, rendendo concreta la possibilità di acquisire consapevolezza delle potenzialità del movimento in teatro.

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L’Ufficio di Dedalo è aperto dal lunedì al venerdì – dalle 15:00 alle 20:00
Via Ariberto 25, Milano. MM S. Ambrogio, MM S. Agostino - Bus 94 - Tram 14, 9
Tel: 02/58114589 - Cell: 3287308894 info@dedalo.org Sito:
www.dedalo.org

venerdì 10 febbraio 2012

ARCADIA-VILLE Dallo Spettacolo al Film sullo Spettacolo

Allestire: annotazioni sul laboratorio

“Allestire” è, nella sua origine, una parola usata dai marinai.

Allestire una nave: disporre il carico, bilanciarlo. Mettere a punto prima di partire.

Allestire uno spettacolo è preparare una nave per un viaggio.

“Allestire” a Dedalo sta diventando una tradizione. Con la parola “Allestire” indichiamo uno spazio specifico, dedicato a laboratori che focalizzano il processo di produzione in campo artistico, in teatro o nel cinema.

Allestire è un laboratorio dove si pratica il lavoro di messinscena, come un intenso percorso di esplorazione condiviso tra persone. è un laboratorio di formazione: un viaggio di ricerca ove sia possibile incontrare occasioni per imparare, chiarire o ispirare il proprio lavoro.

Arcadia-ville: muoversi dal Teatro al Cinema

Il viaggio di Allestire, per questa nuova edizione, partirà da uno spettacolo teatrale e cercherà la rotta per arrivare a un film.

Teatro. Cinema. Due mondi espressivi, due luoghi, ove la realtà è creata da leggi generatrici autonome. Il laboratorio si colloca proprio sul confine tra i due mondi, e mette a fuoco il balzo di trasformazione che deve mettere in atto chiunque si avventuri nel passaggio da uno all'altro.

"Dove nuotano le pernici rosse", lavoro tratto da “Arcadia” di Tom Stoppard e messo in scena nel Giugno del 2011, sarà il porto di partenza.

Il viaggio consisterà in un percorso di ricerca sul processo di creazione di un film dello spettacolo teatrale. Attenzione: non si tratterà di un film “tratto da” (che solo prenda spunto dal testo teatrale), né si tratterà della semplice confezione del video dello spettacolo.

Oggetto del laboratorio sarà il film dello spettacolo, o sullo spettacolo: un lavoro autonomo, in cui il gioco a carte scoperte del teatro aderisce alla capacità della macchina da presa di guardare nel profondo, sotto la pelle delle cose.

Quali sono le differenze, quali i punti di continuità quando si passa da un mondo in cui tutto accade dentro al rapporto diretto con un pubblico, presente qui e ora, e un mondo in cui tutto passa attraverso l'occhio sensibile della videocamera? Cosa dovrò modificare nei differenti elementi che creano l'insieme (recitazione, struttura narrativa e di messinscena, rapporto con spazio, oggetti costumi, etc) dal punto di vista espressivo?

Non sono molti gli esempi che ci possano aiutare a comunicare come teatro e cinema possano convivere in un unico lavoro autonomo. Il più recente e conosciuto è “Dogville”, di Lars Von Trier.

Ricordate Dogville? Bene, noi partiremo per Arcadia-ville...

INFORMAZIONI PRATICHE

“Arcadia-ville” è un laboratorio di livello avanzato; vi si accede attraverso un colloquio e/o un'audizione.

Si richiede, entro l'inizio dei lavori, la conoscenza del testo ”Arcadia” di Tom Stoppard. La traduzione italiana è edita da Einaudi. In caso di difficoltà nel reperirne una copia, chiedere informazioni presso la segreteria.

È possibile vedere un piccolo “trailer” di “Dove nuotano le pernici rosse” sul canale di Dedalo in Youtube, a questo link:

http://www.youtube.com/watch?v=xmU3vgUZnLU&context=C3c23f79ADOEgsToPDskL3tl0Ac4OOvrnKokKTuNt3

Durata del laboratorio

Da Ottobre 2012 a Maggio 2013.

Frequenza

Un incontro a settimana, il martedì dalle 20.00 alle 23.00, nel periodo tra Marzo e Luglio.

Da concordare nel periodo tra Settembre e Dicembre.

Per maggiori informazioni scrivici o telefonaci!

info@dedalo.org

02 - 58114589

mercoledì 30 novembre 2011

Dialoghi: sequenza tratta da "Coffee and Cigarettes"

Coffee and Cigarettes è un progetto cinematografico di Jim Jarmusch formato da 11 cortometraggi in bianco e nero realizzati a partire dal 1986. Sono 11 varianti di una medesima situazione che vede come elementi costanti un tavolino di un bar, delle tazze di caffè bollente e tante, tantissime sigarette fumate con gusto da persone piuttosto singolari: amici, fratelli, improbabili cugini o perfetti sconosciuti. Tra una boccata di sigaretta e un sorso di nero caffè americano i personaggi parlano di cose effimere e inutili, inventandosi spesso frottole di sana pianta che fanno morire dal ridere. Come la poco credibile seconda professione di Tom Waits, famoso musicista durante il giorno e sconosciuto medico chirurgo la notte che salva la vita a gente quasi morente con il tappino di una biro. E via così.

Il dialogo che vi consigliamo oggi è preso dal terzo capitolo della serie, intitolato Somewhere in California, e vede come protagonisti i vecchi amici Iggy Pop e Tom Waits.


TOM: Sono tue le sigarette?

IGGY: No, erano già lì quando mi sono seduto.

TOM: Ah.

IGGY: Tu non fumi no?

TOM: No… no, ho smesso.

IGGY: Grazie al cielo neanch’io.

TOM: Un taglio netto.

IGGY: Basta veleno! Ormai sono 25 anni… ah, mio dio!

TOM: Finito.

IGGY: Sono pieno di energie.

TOM: Oh! Io sono rinato.

IGGY: E poi da quando ho smesso… insomma tutto è… tutto è più… ssshhh.

TOM: Sì, sì è tutto più a fuoco, pazzesco. E’ vero.

IGGY: E’ vero?

TOM: Per me è uguale.

IGGY: Che pena mi fanno quei coglioni che si affumicano il cervello e i bronchi. Non hanno forza di volontà.

TOM: Sempre col ciuccio! Sai cosa? Il bello è che quando si smette è che… è che avendo smesso, posso anche fumarne una. Perché ho smesso.

IGGY: Eh…

TOM: Capisci, è un fatto ornamentale, non è mica… non l’aspiro nemmeno.

IGGY: Mh…

TOM: Perché non mi tieni compagnia?

IGGY: Perché no? Sì, tanto ho smesso anch’io.

TOM: Certo! L’essenziale è smettere poi una te la puoi fumare, no?

IGGY: Adesso posso no? Come no. Ok.

TOM: Ecco.

IGGY: Oh! Alla faccia… salute eh?

TOM: Sì! Adesso hai capito cosa vuol dire smettere?

IGGY: Ah… caffè e sigarette, questo sì che è un matrimonio.

TOM: Non si batte.

Marco

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lunedì 28 novembre 2011

Monologhi: Lionel Abelanski a.k.a. Shlomo

Nel 1998 dalla Romania arriva un film di notevole interesse, Train de vie, una rilettura surreale della tragedia della Shoa. Il regista e sceneggiatore del film è Radu Mihăileanu, autore del recente Le Concert. La trama è tanto semplice quanto geniale: gli abitanti di un piccolo villaggio ebraico dell’Europa dell’Est, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, decidono di creare un finto treno di deportazione per fuggire dall’Europa e raggiungere la Palestina, futura terra promessa. La buffa idea che salverà la vita a tutti gli abitanti dello shtetl è di Shlomo, il pazzo del villaggio. Solo a pochi secondi dalla fine, però, si scopre che tutta la storia alla quale abbiamo assistito è il frutto bizzarro di una mente fantasiosa. Vediamo il bel faccione di Shlomo dietro ad un filo spinato che, sorridente, ci dice: “Questa storia è vera… o quasi”. E giù pianti.

Il monologo tratto dal film è proprio dello stesso Shlomo. Rivolgendosi al rabbino della comunità, il nostro esprime alcune ragionevoli perplessità sull’esistenza di Dio, suscitando non poco sconcerto tra i compagni di viaggio.


“Dio creò l’uomo a sua immagine”… è bella. Gloime ha immagine di Dio. Ma chi l’ha scritta questa frase nella Torah? L’uomo, non Dio. L’uomo. L’ha scritta senza modestia paragonandosi a Dio. Dio forse ha creato l’uomo, ma l’uomo… l’uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare sé stesso. L’uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio. Rabbino, non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo, lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti. Cosa ci importa di Dio per come è? Ci preoccupiamo solo di noi stessi. Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo.

Marco

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martedì 25 ottobre 2011

Dialoghi: sequenza tratta da “The Social Network”

Quest’oggi la rubrica Dialoghi vi segnala una sequenza di The Social Network, film dello scorso anno diretto da David Fincher, vincitore di quattro Golden Globe e tre premi Oscar, tra cui miglior sceneggiatura non originale (il film è tratto dal fortunato libro di Ben Mezrich Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento). Jesse Eisenberg interpreta Mark Zuckerberg, il nerd più famoso di Harvard degli ultimi anni, inventore, insieme all’amico Eduardo Saverin, di Facebook. Il film racconta le vicissitudini dei due compagni di università che, nemmeno ventenni, crearono il social network più popolare di tutti i tempi, tra colpi di genio, inganni, inimicizie e cause legali. Forse è il film più riuscito dello scorso anno, e probabilmente uno dei più belli degli ultimi dieci.

Il dialogo che trovate qui sotto racconta l’inizio della storia, quando Eduardo e Mark mettono per la prima volta online la loro invenzione. Era il 4 febbraio 2004.


SAVERIN: Ti aspettavo alle 9.

ZUCKERBERG: Devo aggiungere…

SAVERIN: Hai dormito un po’?

ZUCKERBERG: Devo aggiungere una cosa!

SAVERIN: Che?

ZUCKERBERG:

SAVERIN: Cazzo mi piace, è veramente fico!

ZUCKERBERG: Semplice e pulito: niente Disneyland, niente ragazze nude in chat, però guarda…

SAVERIN: Che scrivi?

ZUCKERBERG: "Situazione sentimentale", ti piaccio? E' questo che smuove la vita in università. Vuoi fare sesso o non vuoi? Per questo la gente si sceglie certi corsi o si siede in un posto invece di un altro. Diciamo che nella sua essenza è questo che “TheFacebook” sarà per loro. Si connetteranno perché dopo le patatine e i pasticcini c’è la possibilità che riescano davvero a…

SAVERIN: A scopare!

ZUCKERBERG: Conoscere una ragazza, sì.

SAVERIN: E’ veramente fico.

ZUCKERBERG: E ci siamo.

SAVERIN: Che vuoi dire?

ZUCKERBERG: E’ pronto.

SAVERIN: E’ pronto?

ZUCKERBERG: Sì.

SAVERIN: Adesso?

ZUCKERBERG: Ho finito. E questo è il colophon.

SAVERIN: Hai fatto un colophon?

ZUCKERBERG: Sì.

SAVERIN: Eduardo Saverin cofondatore e direttore finanziario.

ZUCKERBERG: Già.

SAVERIN: Non hai idea di che cosa vorrà dire per mio padre.

ZUCKERBERG: Sì invece.

SAVERIN: E quando saremo online?

ZUCKERBERG: Adesso. Prendi il tuo portatile.

SAVERIN: Perché serve il mio portatile?

ZUCKERBERG: Perché hai le email di tutti quelli del Phoenix.

SAVERIN: Oh… si, ma non so se è una buona idea se ora spammo le loro caselle.

ZUCKERBERG: Questo non è spam.

SAVERIN: No no, lo so che non è spam…

ZUCKERBERG: Se le mandiamo ai nostri amici facciamo solo il giro del laboratorio.

SAVERIN: Non mi hanno ancora ammesso.

ZUCKERBERG: E’ gente che conosce gente, e mi servono le loro email.

SAVERIN: Certo.

ZUCKERBERG: Bene. Dammi la mailing list.

SAVERIN: Cicerampa.lisserf@harvard.com

ZUCKERBERG: Non ci credo. Geni della letteratura… usare il personaggio più scontato di Lewis Carrol per…

SAVERIN: Non sono così male.

ZUCKERBERG: Tanto per dire.

SAVERIN: Sì, hai ragione.

ZUCKERBERG: Il sito è in rete.

SAVERIN: Allora andiamo a bere, dobbiamo festeggiare. Offro io!

ZUCKERBERG:

SAVERIN: Mark? Mark? Stai pregando?

Marco

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