martedì 25 ottobre 2011

Dialoghi: sequenza tratta da “The Social Network”

Quest’oggi la rubrica Dialoghi vi segnala una sequenza di The Social Network, film dello scorso anno diretto da David Fincher, vincitore di quattro Golden Globe e tre premi Oscar, tra cui miglior sceneggiatura non originale (il film è tratto dal fortunato libro di Ben Mezrich Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento). Jesse Eisenberg interpreta Mark Zuckerberg, il nerd più famoso di Harvard degli ultimi anni, inventore, insieme all’amico Eduardo Saverin, di Facebook. Il film racconta le vicissitudini dei due compagni di università che, nemmeno ventenni, crearono il social network più popolare di tutti i tempi, tra colpi di genio, inganni, inimicizie e cause legali. Forse è il film più riuscito dello scorso anno, e probabilmente uno dei più belli degli ultimi dieci.

Il dialogo che trovate qui sotto racconta l’inizio della storia, quando Eduardo e Mark mettono per la prima volta online la loro invenzione. Era il 4 febbraio 2004.


SAVERIN: Ti aspettavo alle 9.

ZUCKERBERG: Devo aggiungere…

SAVERIN: Hai dormito un po’?

ZUCKERBERG: Devo aggiungere una cosa!

SAVERIN: Che?

ZUCKERBERG:

SAVERIN: Cazzo mi piace, è veramente fico!

ZUCKERBERG: Semplice e pulito: niente Disneyland, niente ragazze nude in chat, però guarda…

SAVERIN: Che scrivi?

ZUCKERBERG: "Situazione sentimentale", ti piaccio? E' questo che smuove la vita in università. Vuoi fare sesso o non vuoi? Per questo la gente si sceglie certi corsi o si siede in un posto invece di un altro. Diciamo che nella sua essenza è questo che “TheFacebook” sarà per loro. Si connetteranno perché dopo le patatine e i pasticcini c’è la possibilità che riescano davvero a…

SAVERIN: A scopare!

ZUCKERBERG: Conoscere una ragazza, sì.

SAVERIN: E’ veramente fico.

ZUCKERBERG: E ci siamo.

SAVERIN: Che vuoi dire?

ZUCKERBERG: E’ pronto.

SAVERIN: E’ pronto?

ZUCKERBERG: Sì.

SAVERIN: Adesso?

ZUCKERBERG: Ho finito. E questo è il colophon.

SAVERIN: Hai fatto un colophon?

ZUCKERBERG: Sì.

SAVERIN: Eduardo Saverin cofondatore e direttore finanziario.

ZUCKERBERG: Già.

SAVERIN: Non hai idea di che cosa vorrà dire per mio padre.

ZUCKERBERG: Sì invece.

SAVERIN: E quando saremo online?

ZUCKERBERG: Adesso. Prendi il tuo portatile.

SAVERIN: Perché serve il mio portatile?

ZUCKERBERG: Perché hai le email di tutti quelli del Phoenix.

SAVERIN: Oh… si, ma non so se è una buona idea se ora spammo le loro caselle.

ZUCKERBERG: Questo non è spam.

SAVERIN: No no, lo so che non è spam…

ZUCKERBERG: Se le mandiamo ai nostri amici facciamo solo il giro del laboratorio.

SAVERIN: Non mi hanno ancora ammesso.

ZUCKERBERG: E’ gente che conosce gente, e mi servono le loro email.

SAVERIN: Certo.

ZUCKERBERG: Bene. Dammi la mailing list.

SAVERIN: Cicerampa.lisserf@harvard.com

ZUCKERBERG: Non ci credo. Geni della letteratura… usare il personaggio più scontato di Lewis Carrol per…

SAVERIN: Non sono così male.

ZUCKERBERG: Tanto per dire.

SAVERIN: Sì, hai ragione.

ZUCKERBERG: Il sito è in rete.

SAVERIN: Allora andiamo a bere, dobbiamo festeggiare. Offro io!

ZUCKERBERG:

SAVERIN: Mark? Mark? Stai pregando?

Marco

mercoledì 12 ottobre 2011

Dialoghi: sequenza tratta da "Il grande Lebowski"

Il Grande Lebowski è un film del 1998 scritto, prodotto e diretto da Joel e Ethan Coen. Jeffry Lebowski alias il “Drugo”, interpretato da Jeff Bridges – attore feticcio dei due fratelli di Minneapolis, viene trascinato in una infinita serie di sventure a causa di uno sfortunato caso di omonimia. Il fatto scatenante le vicende è esilarante: due killer irrompono nella casa butterata del Drugo, e trovandosi di fronte la persona sbagliata decidono di urinare sul suo amatissimo tappeto senza motivo alcuno. Il nostro si mette così sulle tracce del magnate Jeffry Lebowski per farsi risarcire il danno. Questa scelta lo farà precipitare in un vortice di situazioni grottesche e surreali, complice l’imprevedibile amico Walter Sobchak, artefice di strategie investigative non proprio efficaci. Nonché suo compagno di team nel torneo di bowling della città, ai quali i due sembrano tenere più di ogni cosa.

Proprio nella “sacra” sala da bowling è ambientato il piccolo dialogo tratto dal film, eccolo.


DRUGO: Senti, dammene un altro.

GARY: Subito.

DRUGO: Begli amici quelli eh, Gary.

GARY: Hai ragione Drugo.

STRANIERO: Hai una buona salsapariglia?

GARY: Beh, ci arriva da zio Siti!

STRANIERO: Si, quella è buona. Come te la passi Drugo?

DRUGO: Non troppo bene.

STRANIERO: Una di quelle giornate eh?

DRUGO: Già.

STRANIERO: Beh, uno molto più saggio di me una volta mi disse: “A volte sei tu che mangi l’orso - muito obrigado - e altre volte è l’orso che mangia te”.

DRUGO: E’ un modo di dire dell’est?

STRANIERO: No, veramente. Hai un certo stile, mi piaci.

DRUGO: Grazie, anche tu sei forte. Ho sempre avuto un debole per il cowboy come concetto.

STRANIERO: Grazie. Solo una cosa, Drugo.

DRUGO: Sarebbe?

STRANIERO: Devi proprio dire tutte quelle parolacce?

DRUGO: Ma che cazzo dici amico?

STRANIERO: Ok Drugo, fai come ti pare. Stammi bene Drugo.

DRUGO: Grazie, ci vediamo.

Marco