giovedì 17 febbraio 2011

Frammenti da "Ad occhi chiusi"

Cuore dell'Alba, la stella del mattino, era un grande cacciatore, il più grande. Un giorno volle prender moglie e scelse la Lince. La Iena, invidiosa, decise di prendere il suo posto. Le offrì del cibo, contraffatto con un maleficio. Lince lo accettò, e cadde sotto l'incantesimo; perse ogni ornamento... bellezza, coraggio, spirito... sconvolta, corse a nascondersi. Iena, trionfante, si travestì, andò alla sua capanna e prese il suo posto...




...tuttavia, la sorella di Lince si accorse dell'inganno e corse ad avvertire Cuore dell'Alba. Il cacciatore, furioso, piombò su Iena con la lancia. La mancò. Iena fuggì e nel panico si bruciò i piedi nel focolare. Così ancora oggi all'alba la iena scivola nella propria tana, con quella sua strana andatura... e i San, quando una persona, quando lo spirito di una persona si sta perdendo dicono "il tempo della iena è su di lei".

Dedalo Teatro

venerdì 11 febbraio 2011

Film della settimana: Il nastro bianco



Di Michael Haneke

Con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner

“Come uomo di cultura tedesco, penso che il 1913/1914 sia un periodo molto affascinante. Ma Il nastro bianco non è “solo” un film storico, il fanatismo a cui si riferisce non è “solo” quello nazista tra il 1933 e il 1945. Ovviamente se racconto di ragazzini che in quel periodo hanno tra i 10 e i 15 anni li ritroverò uomini e donne sotto Hitler: ma nello stesso tempo il senso della mia storia si riferisce a ogni forma di fanatismo anche successivo, anche contemporaneo, da quelli di stampo comunista a quello islamico…

Se il fanatismo consiste nel dare delle risposte immediate che annullano il ragionamento, allora oggi viviamo in un momento storico in cui il dominio della televisione ci impone questo tipo di pensiero e di comportamento. Se il cinema vuole continuare ad essere una forma d’arte deve andare contro questo fanatismo televisivo, contro il meccanismo delle risposte istantanee e trattare il pubblico più seriamente. Questo è quello che molti, vedendo Il nastro bianco, hanno etichettato come rigore.

[…] Il nastro bianco del titolo è il “premio” che significa appartenenza al gruppo, alla comunità, al mondo degli adulti, all’istituzione. Solo in questa logica l’individuo trova la sua giusta collocazione. Avevo pensato però anche a un altro titolo, La mano destra di Dio, perché i piccoli protagonisti, una volta che li hanno assorbiti come assoluti, applicano gli ideali alla lettera, al 100%, punendo allo stesso modo chi invece non li condivide o non li ha fatti propri in modo così totale. Ecco perché non considero Il nastro bianco un film storico sulla Germania che inevitabilmente andava verso il nazismo hitleriano: è un’opera contro qualsiasi uso corrotto di idee corrotte.” (Intervista a Michael Haneke a cura di Alessandra Matella, tratta dal numero 57 della rivista duellanti)

Il nastro bianco vi porta a spasso nella Germania di inizio secolo.

E’ il film che vi consigliamo questa settimana.

E’ il numero 574 della Videoteca di Dedalo.

Marco

Laboratorio di messa in scena



"... questo stesso vasto globo, sì,
e quello che contiene, si dissolverà,
come la scena priva di sostanza ora svanita,
senza lasciare traccia. Noi siamo della materia
di cui son fatti i sogni e la nostra piccola vita
è circondata da un sonno".

W. Shakespeare


"Il giorno che moriremo una lieve brezza cancellerà
le nostre impronte dalla sabbia.
Quando calerà il vento chi dirà nell'eternità
che una volta camminammo qui, all'alba del tempo?"

da un canto dei Boscimani del Kalahari


"ALLESTIRE" è un laboratorio sul processo di messa in scena di uno spettacolo.
Un laboratorio di livello avanzato per attori, rivolto a chi abbia concluso un percorso di formazione almeno triennale.
Un laboratorio che si terrà a Dedalo, a partire da Febbraio 2011.

ANNOTAZIONI SUL LABORATORIO


Allestire è, nella sua origine, una parola usata dai marinai.
Allestire una nave: disporre il carico, bilanciarlo. Mettere a punto prima di partire.
Allestire uno spettacolo è preparare una nave per un viaggio.
La mia esperienza mi ha portata a pensare (e praticare) il lavoro di messinscena come un processo, un intenso percorso di ricerca condiviso tra persone.
So che se si lavora seriamente, il viaggio che porta ad uno spettacolo "finito" può essere molto lungo; forse è per questo che spesso i "laboratori di produzione" portano a raccogliere ottimi materiali di scena che, "per mancanza di tempo", restano grezzi, con un ampio margine di approssimazione.

Questo laboratorio si focalizzerà proprio su quella parte di lavoro che spesso, soprattutto in ambito formativo, si sfiora appena.
Nel lungo processo di creazione, "allestire" è il momento in cui la storia deve trovare la sua forma. È il momento in cui si articola il linguaggio di uno spettacolo, ove ogni aspetto (struttura drammaturgica, scelte inerenti lo spazio, l'ambiente sonoro, gli oggetti, la recitazione, etc) confluisce in un insieme espressivo coerente. È il processo di lavoro attraverso cui si fissano - forse per sempre - le "regole generatrici" di quel mondo vivente che è una storia raccontata sulla scena.
Tutto ciò sarà il cuore pulsante del laboratorio.

Sarà un laboratorio di formazione: un viaggio di ricerca, innanzitutto, ove sia possibile incontrare occasioni per imparare, chiarire o ispirare il proprio lavoro.
Oltre e insieme a questo, il percorso approderà alla realizzazione di uno spettacolo teatrale.

Perché tutto questo sia possibile all'interno di un tempo ragionevole, il laboratorio disporrà di una base di materiali di lavoro da me proposti "a priori": un plot narrativo di base, spunti relativi a possibili scelte di linguaggio, riferimenti e "fonti" a cui rivolgersi nella ricerca. Avremo in pratica un terreno già preparato e fertile, evitando lunghe fasi divergenti. Come in un gioco, ci sarà un contesto, delle regole, vincoli che consentiranno grande libertà di movimento. E molte domande.

I materiali di cui si disporrà derivano dall'esperienza maturata la scorsa stagione insieme a un gruppo di studenti di Dedalo, con la preparazione del saggio "Ad occhi chiusi". Malgrado l'incompiutezza del lavoro, tipica di uno studio, la materia ancora grezza si è rivelata talmente ricca di spunti da convincermi (insieme - va detto - alle richieste di alcuni studenti tenaci) a farne la base per il laboratorio.

Rispetto ai contenuti, solo due coordinate.
Chiunque sia interessato avrà modo di parlare a lungo con me dello spirito del lavoro.
"Ad occhi chiusi" è l'esito di un'esercitazione su "la Tempesta" di Shakespeare, in cui gli allievi hanno avuto infinita libertà di movimento, la possibilità di allontanarsi totalmente da una interpretazione letterale. E così è stato, alla fine. Niente isole, niente sovrani, niente magia.
La troupe di un film, persa nel cuore più inaccessibile del deserto del Kalahari.
Acqua e viveri per pochi giorni.
Intorno, un ambiente selvaggio, vivo di una vita inconoscibile.
Il deserto è uno specchio in cui guardarsi. Non sempre quello che si vede è rassicurante.
Kalahari, ossia "kgalagadi", la grande sete...
La Tempesta è lontana, eppure non posso fare a meno di pensare ai naufraghi che vagano sull'isola di Prospero come a degli Antenati.
Così sarà anche per il laboratorio.
Non sarà un lavoro sulla Tempesta. La Tempesta sarà una delle sue fonti sotterranee.
Il deserto sarà il mondo, sarà il personaggio principale della storia. Sarà la storia.

Laura Butti

venerdì 4 febbraio 2011

Film della settimana: Elephant

Di Gus Van Sant

Con John Robinson, Alex Frost, Elias McConnell, Eric Deulen


Un’antica leggenda indiana racconta la storia di un elefante circondato da quattro persone sedutegli attorno con gli occhi bendati, tenute all’oscuro che dinanzi a loro ci sia un animale così grande. La prima persona allunga la mano in direzione dell’elefante e dice: “Questa è una zampa!” La persona che le sta a fianco compie lo stesso gesto ed esclama: “Questa è una coda!” La terza persona incalza sicura: “Sono certo, questa è un’orecchia!” E l’ultima: “Questa per me è una proboscide!”

Le quattro persone messe alla prova riconoscono la parte dell’animale che hanno toccato con le proprie mani, tuttavia nessuna di loro riesce a vedere l’elefante. Ne hanno riconosciuta una parte, ma il tutto è loro sfuggito, l’insieme che include tutte le singole parti.

Come ha suggerito Gus van Sant in un’intervista di qualche anno fa, noi spesso ci rapportiamo alla complessità del reale in cui siamo immersi in questi termini.

Nel caso di Elephant, appare evidente come a volte i genitori si relazionino così alle vite dei loro figli. Credono forse di conoscerle fino in fondo, in realtà non ne conoscono che una piccola parte. E questo non è sufficiente. Poi rimangono increduli quando i figli entrano in una scuola e compiono un massacro ai loro occhi senza motivo alcuno, come successe alla Columbine High School il 20 aprile del 1999.

Elepahnt è il film che noi vi consigliamo questa settimana.

Se non lo avete ancora visto, o se avete voglia di rivederlo e non avete tempo di scaricarlo, lo trovate al numero 360 della videoteca di Dedalo.

Marco

martedì 25 gennaio 2011

Siamo stati via per un po'...


Siamo stati via per un po'.
Ora siamo tornati.
Per il momento qualche prova per la nuova grafica.
Presto nuovi contenuti.

Dedalo Teatro


giovedì 6 dicembre 2007

Festa di Natale!

Ciao a tutti!
Mercoledì 19 dicembre, come ormai d'abitudine al Guinness Pub "La Buca" di Via San Vincenzo, ci sarà la festa di Dedalo. Dalle 21:00 in poi ci troviamo per farci gli auguri e salutarci prima della pausa natalizia... spero verrete tutti. Tra parentesi, alcuni di voi già sanno che da gennaio non sarò più a Dedalo, la festa potrebbe quindi essere un'occasione per salutarci...

Daniele

martedì 4 dicembre 2007

NUOVI CORSI DA FEBBRAIO

Cari amici di Dedalo,
sono aperte le iscrizioni per i nuovi corsi di Recitazione e di Pre-doppiaggio che partiranno il prossimo mese di febbraio 2008.
Il Corso Base + Primo Anno di Recitazione è rivolto a chi desidera iniziare un percorso formativo sulla recitazione e non ha avuto la possibilità di iscriversi ai corsi base di Ottobre.
Il programma affronta gli stessi temi di lavoro sviluppati nel Corso Base e nel Primo
Anno; fa eccezione la preparazione del saggio di fine anno: questo per poter dedicare
tutto il percorso agli aspetti formativi e dare così la possibilità agli interessati di
accedere al Secondo Anno.
Il Corso di Pre-doppiaggio si rivolge invece a chi abbia già una preparazione da attore (avendo seguito almeno un anno di corso base) e vuole finalizzare il proprio lavoro recitativo al mestiere del doppiatore. L’obiettivo del corso è mettere l’allievo nelle condizioni ottimali per entrare in uno studio di doppiaggio.

Per maggiori informazioni, potete contattare la segreteria di Dedalo al numero 02/58114589.

Beppe e Daniele